Il gruppo SKA dell'Osservatorio: immagine dal meeting internazionale di Città del Capo in Sud Africa
Il gruppo SKA dell’Osservatorio: immagine dal meeting internazionale di Città del Capo in Sud Africa

Il progetto SKA è la realizzazione del più grande radiotelescopio al mondo che verrà costruito in SudAfrica (SKA Mid, fig. 1) e Australia (SKA Low, fig. 2). Con un’apertura totale di un km quadrato, permetterà di avere immagini radio 50 più sensibili di qualsiasi altro radiotelescopio mai costruito prima e ad una risoluzione mai sperimentata nell’intera storia dell’astronomia. Ciò richiederà una centrale elaborativa a prestazioni altissime e collegamenti a lungo raggio con capacità maggiore di tutto il traffico internet globale del 2015!

Questo comporta naturalmente costi di progettazione e costruzioni in linea con le grandi ambizioni del progetto e per questo circa 100 organizzazioni sparse in 20 paesi di tutti i continenti hanno deciso, nel 2012, hanno deciso di mettere in campo ingegneri ed astronomi per la sua realizzazione. Il quartier generale della SKA Organisation si trova nell’osservatorio Jodrell Bank nel Regno Unito e coordina le 10 le nazioni che supportano l’organizzazione: Australia, Canada, Cina, India, Italia, Olanda, Nuova Zelanda, Sudafrica, Svezia e Regno Unito.

Fig. 1 – SKA Low Frequency Aperture Array. Crediti: SKA Organisation

L’Italia partecipa al progetto in diversi pacchetti di lavoro tra cui vi è il consorzio TM (Telescope Manager, fig. 3) a cui l’Osservatorio di Teramo partecipa direttamente e attivamente.  Questo è il pacchetto centrale di SKA perchè include il progetto hardware e software per il controllo del telescopio e delle infrastrutture associate.  Include anche sistemi di coordinazione dei sotto sistemi necessari per la schedulazione delle operazioni dei telescopi, sistemi di raccolta di indicatori di performance e coordinazione dei segnali di sicurezza generati dagli altri elementi di SKA.

All’Osservatorio di Teramo sono stati assegnati due compiti: il progetto di un piano di manutenzione per TM e lo sviluppo e la progettazione del sotto-componente LMC.

Il piano di manutenzione è stato realizzato attraverso lo studio degli standard presenti oggi nell’informatica ed è stato presentato all’interno della conferenza tecnica organizzata ad Edimburgo dallo SPIE riscuotendo notevole interesse.

Fig. 2 - SKA-MID Africa. Crediti: SKA Organisation
Fig. 2 – SKA-MID Africa. Crediti: SKA Organisation

LMC significa “local monitoring and control” ed è un sotto componente presente in tutti i sistemi di SKA attraverso il quale è possibile controllare tutto l’elemento. Come ogni altro elemento, anche TM è dotato di questo sotto sistema che si occupa quindi di misurare i dati di monitoraggio interni (tra cui i messaggi di log e dati generici relativi alla rete di computer) e del controllo sul ciclo di vita delle applicazioni di TM inteso come configurazione e avvio, stop sicuro (cioè senza alcuna perdita di dati) e ovviamente il riavvio. Tra le attività fondamentali del pacchetto vi è il fault management, cioè la capacità di reagire a fronte di un dato negativo. Ciò vuol dire che se vi è un allarme, è compito del sottosistema LMC quello di lanciare un allarme all’operatore o intervenire con tempestive azioni di risoluzione.

Per realizzare ciò, l’osservatorio di Teramo ha incluso nel proprio team due tecnici informatici (ingegneri) coordinati dal responsabile del progetto Dott. Mauro Dolci che, attraverso questa progettazione, hanno studiato nuovi strumenti informatici della categoria Software Configuration Management (SCM) ovvero strumenti di automazione informatica (ad esempio chef, puppet, vagrant e così via). Inoltre tutta la progettazione è stata realizzata attraverso il linguaggio Sysml (un’evoluzione dell’UML, unified modeling language) che l’ingegneria di sistema utilizza per il disegno tecnico di complicati sistemi hardware/software.

Data la natura mondiale del progetto SKA, ogni anno vengono organizzati degli incontri tra i tecnici appartenenti al progetto di ogni nazione chiamati “SKA Engineering meeting”. In questi meeting viene fatto conoscere a tutti i partecipanti lo stato del progetto, i progressi fatti e soprattutto vengono date delle indicazioni sui prossimi passi da fare in ambito scientifico, ingegneristico, gestionale nonchè sulla governance del progetto.  Ogni consorzio quindi parlerà del proprio lavoro, dei problemi riscontrati e delle varie opzioni che si sono trovate. Oltre a questo, rivestono un ruolo molto importante le specifiche riunioni (workshop) che hanno come obiettivo la risoluzione di problemi specifici. Infine ogni consorzio è invitato a partecipare per poter interagire insieme e discutere internamente.

Come ogni istituto, anche l’Osservatorio di Teramo parteciperà all’evento per portare il proprio contributo e interagire con i partner internazionali.

Fig. 3 – Il Gruppo Telescope Manager