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Proposta 2.0 del Direttore per un Planetario all'Osservatorio di Teramo Stampa E-mail
domenica 01 gennaio 2017

Si propone la realizzazione di un Planetario all’interno del Parco dell’Osservatorio Astronomico di Teramo. I fondi necessari debbono provenire sulla quota-parte destinata allo sviluppo della città di Teramo nel Masterplan della Regione. L’investimento non supererebbe il 50% di quanto già previsto nel Piano per cui resterebbe spazio per altri interventi significativi di promozione del territorio. Il Planetario, fisicamente integrato con le strutture dell’Osservatorio, acquisirebbe un valore aggiunto che lo renderebbe unico in Italia, in linea con l’interpretazione moderna di questo formidabile strumento didattico, come già realizzato nell’American Museum of Natural History di New York dove è stato creato un grande Museo didattico parte di un importante Istituto di Ricerca.

Si stima di poter raggiungere rapidamente un numero di visitatori dell’ordine di 20.000 ogni anno.  (continua... )

 Planetario Classico

Il Planetario di Teramo potrebbe costituire il polo aggregante e identificativo della comunità scientifica che opera in Abruzzo, dall’Osservatorio di Teramo ai LNGS di Assergi al GSSI dell’Aquila all’ICRAnet di Pescara.

La realizzazione del Parco dell’Astronomia e dello Spazio porrebbe riparo alla ferita provocata dall’abbandono del Progetto del “Galileium” sul quale la città aveva riposto alcune delle sue prospettive di sviluppo. La città di Teramo, come conseguenza, verrebbe rapidamente identificata come luogo che ospita iniziative culturali di spessore e che previlegia la ricerca scientifica.

 

Download del Progetto 2.0 in formato .pdf

1. Introduzione
Teramo si trova nella situazione ideale per candidarsi ad assumere il ruolo di città che promuove il proprio sviluppo attraverso la Scienza e la Cultura.
Il piano strategico UE di Lisbona prevede che la società moderna sia sempre di più basata sulla conoscenza. Per sua natura, tuttavia, la ricerca scientifica viene realizzata in strutture accademiche difficilmente accessibili o in laboratori industriali gelosamente protetti. Diventa quindi indispensabile che le attività di ricerca diventino parte viva della società, venendo percepite come un servizio che porterà benefici a lungo termine ma che, tuttavia, sono anche in grado di migliorare in tempi immediati la qualità della vita.
Questa è una missione specifica della autorità politica regionale che è la sola in grado di armonizzare una visione strategica di lungo respiro con la situazioni economica e di sviluppo del territorio.
In un’epoca di valori deboli come la nostra capita che il compito della diffusione della cultura -quella scientifica in particolare- venga confuso con la facilitazione del percorso di apprendimento. Di questo atteggiamento abbiamo avuto esempi recenti anche nella nostra Regione.
Si tratta di un errore strategico che confonde i ruoli fra l’offerta di cultura e quello dell’allargamento della domanda di cultura.
Il progetto qui presentato di realizzare un Planetario all’interno di un Parco dell’Astronomia e dello Spazio ha l’obbiettivo di interessare una vasta platea di persone –giovani soprattutto- ai temi della scienza creando la richiesta della conoscenza. Le attività per rispondere a questa creano le basi per lo sviluppo degli Enti di Ricerca, dell’Università e delle Scuole del Territorio.

È appena il caso di notare che questo progetto che prevede l’afflusso di migliaia di persone l’anno permetterà la nascita di un indotto turistico per l’accoglienza che favorirà la crescita anche economica della città.

2. Cosa è un Planetario
Un Planetario è una struttura all’interno della quale viene ricreata, con un sistema di proiezioni, la volta celeste con le stelle ed i pianeti. Con lo stesso termine di Planetario viene spesso indicata la macchina che permette la proiezione.
Sebbene il primo proiettore di planetario, costruito dalla Zeiss, sia nato nel 1920, la diffusione di questi strumenti è stata, per diversi anni, essenzialmente circoscritta alle maggiori città e con finalità limitate alla didattica specialistica.

Planetari Classici

La maggiore diffusione di questi strumenti si è avuta tra gli anni '50 e '60 del secolo scorso, quando furono costruiti proiettori più piccoli ed economici dalla americana Spitz.
Negli anni '90, infine, si è assistito a un ampio sviluppo di questo eccezionale mezzo divulgativo sull’onda dei progetti spaziali e dell’ incremento dei grandi telescopi ground based.
Questa nuova generazione di strumenti astronomici che ha permesso discoprire fenomeni celesti affascinanti che riguardano sia la astrofisica osservativa, sia la fisica teorica che la filosofia nella sua accezione più ampia (si pensi ai gamma-ray burst, alla natura della materia oscura e alla reale possibilità di studiare l’Universo in un’epoca sempre più vicina all’era di Planck) ha fatto nascere una nuova esigenza di conoscenza nella società civile. Anzi, stiamo assistendo a una rivoluzione nel campo della diffusione della cultura scientifica che sta passando da un modello di tipo a senso unico (ricercatore > operatore della diffusione > utente passivo) a un modello di tipo circolare (richiesta di informazione da parte dell’utente > offerta dello strumento didattico > inglobamento della conoscenza nella rappresentazione sociale del mondo > richiesta di informazione).

Questo modello didattico che si ripromette di accompagnare il pubblico, e segnatamente i giovani, lungo un percorso finalizzato alla conoscenza scientifica si sposa in maniera eccellente con le possibilità offerte da un planetario.
La creazione di un planetario all’interno dell’Osservatorio,  struttura di ricerca e didattica per eccellenza, assume un valore intrinseco e simbolico irripetibile.

3. Motivazione
Negli anni recenti il disegno dei planetari di nuova generazione è stato caratterizzato dalla travolgente innovazione dei contenuti tecnologici  ed informatici. I moderni planetari sono completamente automatizzati e, quindi, di gestione più semplice che nel passato. Sono inoltre facilmente aggiornabili nel loro contenuto e dispongono di  apparecchiature per effetti speciali con tecnologia audiovisiva allo stato dell’arte.
Ora come non mai, quindi,  c'è la possibilità di progettare e costruire planetari veramente innovativi.
A fronte delle opportunità rese disponibili dalla tecnologia moderna,  l'esplorazione umana si estende oramai ben oltre la terra, passando per il sistema solare, lo spazio interstellare raggiungendo galassie che distano miliardi di anni luce da noi. Con un moderno planetario si possono simulare questi ambienti molto distanti nello spazio e nel tempo e mostrare al pubblico gli scenari che si presenterebbero se gli spettatori fossero realmente presenti in quei luoghi. Simulando, per esempio, astronavi con una guida virtuale al fine di esplorare le meraviglie dell'Universo, lo spettatore “toccherebbe con mano” le contraddizioni che le limitazioni imposte dalla velocità della luce riflettono sulla nostra percezione dell’Universo stesso.
Si capisce immediatamente a questo punto l’importanza del fatto che questa struttura sorga all’interno di una struttura di ricerca come l’Osservatorio di Teramo: in primo luogo si sgombra il campo dal rischio che questi argomenti vengano trattati da persone non competenti, in secondo luogo si  permetterebbe la trattazione specialistica delle infinite problematiche che la riflessione sulle scienze cosmiche solitamente solleva.
La creazione di un Planetario all’interno dello spazio dell’Osservatorio, in ultima analisi, mette a disposizione degli operatori di diverse estrazioni un formidabile strumento didattico e, contemporanemamente, identifica una palestra di confronto fra le diverse anime della cultura scientifica e umanistica.

Proiezione dell'Universo in un moderno Planetario

Proiezione dell'Universo in un moderno Planetario

Proiezioni dell'Universo in un moderno Planetario

 

4. Scelta dello strumento e impegno economico
Esiste al giorno d’oggi  una ampia possibilità di scelta nella progettazione di un planetario.
A un estremo esistono dei semplici planetari portatili che richiedono un solo operatore, all’altro estremo esistono i teatri multimediali con alcune centinaia di posti a sedere e che richiedono uno staff di una decina di persone. È chiaro che la scelta di una città che si propone come avanguardia scientifica per quanto riguarda le scienze del cielo deve prevedere l’investimento richiesto dal secondo tipo di struttura.
La presente proposta quindi prevede la realizzazione di un Planetario di dimensione superiore ai 20 metri.

Il Planetario classico di Armagh (Irlanda)

Il Planetario classico di Armagh (Irlanda)

 

Il Planetario avveniristico di Shangai

Il Planetario avveniristico di Shangai

Assumendo un costo per l’edilizia dell’ordine di 500€/m3  si giunge a un investimento di circa 1.5M€ per la realizzazione della struttura. A questo vanno aggiunte le opere  di accoglimento dell’utenza (biglietterie, guardaroba, minishop eccetera) che vengono valutate in 0.5 M€.
È possibile programmare che tali costi vengano abbattuti dall’intervento di una attività di tipo commerciale che possa assumere almeno parte dell’impegno per la creazione della struttura e la sua gestione.
Avendo identificato il target in un pubblico di cultura medio-alta (studenti, famiglie, turisti) resta identificato il tipo di programmi richiesti. È necessario quindi uno strumento continuamente aggiornabile e in grado di offrire un servizio di qualità superiore in termini di resa grafica rispetto ai programmi disponibili sulla rete telematica.
La valutazione dei costi di un tale tipo di proiettore richiede una attenta ricerca di mercato presso le diverse ditte costruttrici. Sebbene questa ricerca  non sia stata effettuata nella presente fase di istruttoria propositiva, è ragionevole tuttavia aspettare un costo dell’ordine di circa 1.5M€ per uno strumento che debba raggiungere il target di pubblico indicato.

5. Costi e ricavi di gestione
Si può ottenere una stima realistica del flusso di visitatori partendo dalla esperienza di Planetari in città di dimensioni simili a quelle di Teramo e delle quali il proponente ha conoscenza diretta. Per esempio il Planetario di Reggio Calabria della Società Astronomica Italiana accoglie 10.000 visitatori ogni anno. Il Planetario di Teramo, tuttavia, si troverebbe in una situazione largamente avvantaggiata rispetto a quello. In primo luogo il Planetario di Teramo sorgerebbe in un’area geografica nella quale, a distanza di centinaia di chilometri, non esistono strutture analoghe. Inoltre –ed è la caratteristica più importante- il Planetario di Teramo si troverebbe in un’area nella quale si svolge professionalmente la ricerca in astronomia e astrofisica. In altri termini i divulgatori sarebbero persone che conoscono la ricerca dall’interno, da come si svolge a come si effettuano le misure, da come si identificano gli obbiettivi a come ci si confronta con le ricerche analoghe nel resto del mondo.
È appena il caso di ricordare che l’Osservatorio di Teramo è sede interregionale delle Olimpiadi di Astronomia, una gara di cultura astronomica alla quale partecipano migliaia di studenti italiani i quali, dopo una severissima selezione, arrivano a formare la squadra nazionale che prende parte alle Olimpiadi internazionali.
La sinergia fra la gestione del Planetario e l’Osservatorio permette di identificare la presente proposta come un “Planetario all’interno di un Parco per l’Astronomia e lo Spazio”.
Non si tratta naturalmente di banale ricerca di un nome accattivante, ma piuttosto di richiamare l’idea che a Teramo è possibile per un giovane studente conoscere le tecniche utilizzate nella ricerca scientifica e di iniziare a farla sotto la guida di ricercatori professionisti.
Questi ricercatori, oltre a svolgere la loro attività professionale, hanno alle spalle una eccellente esperienza di didattica e divulgazione. Da diversi anni, infatti, che gli astronomi di Teramo svolgono le funzioni di accompagnatori delle diecine di classi di tutte le scuole della provincia che visitano le nostre strutture didattiche che prevedono la visita alle diverse zone monotematiche.

Alcuni exhibit esistenti all'Osservatorio di Teramo

Alcuni exhibit esistenti all'Osservatorio di Teramo

Nella valutazione del rapporto fra costi e ricavi va considerato il contributo allo sviluppo, sia economico che di immagine, della regione geografica che va da Teramo a Pescara e a L’Aquila. In tutte queste città esistono importanti Centri di Ricerca ma nessuno di questi dispone di facilites come quella che qui viene proposta. Una scuola che da una regione circumvicina venisse a conoscere il Parco Astronomico a Teramo troverebbe naturale fermarsi una notte per visitare l’indomani i LNGS e il GSSI a Assergi e a L’Aquila o l’ICRAnet a Pescara. Come spesso capita, si nota che la ricchezza scientifica della nostra regione non corrisponde alla percezione che se ne ha a livello della comunità.
Il Planetario di Teramo potrebbe costituire il polo aggregante e identificativo della comunità scientifica che opera in Abruzzo.

Passando ai costi di gestione relativi al personale e in particolare del personale, si può immaginare di affidare la gran parte degli oneri didattici e divulgativi (che certamente non possono scendere al di sotto di 30 ore-uomo/giorno per circa 200 giorni/anno) a una cooperativa di giovani, laureati e non, che avrebbe il vantaggio di poter usufruire delle diverse leggi a vantaggio della imprenditoria giovanile. Il costo reale sarebbe in ogni caso perfettamente compatibile con la previsione di un flusso di 10.000 visitatori/anno.
È da tener presente che strutture di questo tipo, per esempio Infini.To a Torino, vivono da molti anni riscuotendo grande successo fra le famiglie della Regione e dei turisti per le quali una visita al Planetario e Museo Astronomico della città è un obbiettivo di pari interesse di quello del Museo Egizio.
È in ogni caso ragionevole prevedere che sia necessario un anno di formazione del personale che potrà, nella fase di avvio, solo in parte essere recuperato dai proventi dei biglietti di ingresso. Questa spesa, limitata al primo anno, viene valutata in 0.2 M€.
Fondamentale attenzione dovrà infine essere posta allo sviluppo di un efficace sito web che sia in grado di aggiornare il pubblico sulle nuove attività e sulla gestione dei fondi. Questa attività, considerata nella fase di avvio richiede un investimento di 0.1 M€.

PLANETARIO E PARCO DELL’ASTRONOMIA E DELLO SPAZIO

TABELLA RIASSUNTIVA INVESTIMENTO

Cupola Planetario edilizia

1.5

Servizi Planetario (biglietteria, shop eccetera)

0.5

Planetario-Proiettore

1.5

Exhibit (cfr § 6b a seguire)

0.5

Personale (primo anno)

0.2

Addestramento e progetto

0.3

Sviluppo e gestione sito web

0.1

TOTALE

4.6 M€

Questa stima va confrontata con l’investimento di 7.5M€ del CIPE con l’Osservatorio delle Madonie (cfr § 7 a seguire). Vale la pena di sottolineare che questa cifra è largamente inferiore ai 10M€ già preventivati nel Masterplan per cui resta ampio spazio per ulteriori investimenti di sviluppo nel territorio.

6. Principi di sostenibilità
Una istituzione ancora in fase di realizzazione deve fondarsi su principi di sostenibilità ambientale. A  questo scopo il Parco si doterà di un Comitato Ambientale con il compito di aumentare la consapevolezza e l’esercizio di buone pratiche e di formulare raccomandazioni. Come istituzione impegnata per la scienza e l'istruzione,  il Parco avrà un ruolo importante nel contribuire a incoraggiare ed educare i  visitatori in questo campo gestendo le operazioni e le strutture del Parco in modo da ridurne l’impatto sull’ambiente. Parlando di Astronomia, naturalmente, si porrà particolare attenzione all’inquinamento luminoso. Nelle società moderne la notte e l’oscurità vengono viste come disturbi naturali da superare, un po’ come si fa con un fiume che attraversa la città. La sfida sarà di chiedersi se se la sicurezza pubblica, alla quale nessuno vuole rinunciare, imponga necessariamente il prezzo di rinunciare a vedere le stelle.

Inquinamento luminoso per cattiva direzionalità

Inquinamento luminoso per cattiva direzionalità

L’impegno del Parco dell’Astronomia sarà quello di diffondere la conoscenza sulle nuove tecnologie di illuminazione che permettono l’utilizzazione di lampade con lo spettro energetico mirato sulla lunghezza d’onda della massima sensibilità dell’occhio umano. Altrettanto importante sarà lo studio della direzionalità delle sorgenti. Si utilizzeranno sistemi di illuminazione non inquinanti che inviano verso il suolo  il 90% della luce prodotta della lampada, anziché l’usuale percentuale del 50% limitando così la dannosa dispersione della luce verso il cielo. Anche il conseguente risparmio energetico, per quanto difficile da valutare, va messo nel budget.

7. Il Parco della Astronomia e dello Spazio

a) attività scientifiche di supporto
Quello che qui viene proposto non è la semplice costruzione di un Planetario ma la creazione di un moderno Parco della Scienza dedicato all’astronomia e allo spazio.
Il Parco sarà dotato di telescopi operabili in modalità remota. Una scuola ma anche gruppi di studenti potranno condurre vere e proprie osservazioni scientifiche sotto la guida degli astronomi professionisti. Non sarà, si badi bene, un semplice divertissement. Bisogna tener presente, infatti, che l’astronomia è la scienza che ha come laboratorio l’Universo stesso. Ne segue che ogni osservazione rappresenta una misura irripetibile in quanto l’Universo non sarà mai più quello che è stato osservato in un certo momento. La raccolta di dati, purchè validati scientificamente, è un’opera preziosa e utile su argomenti di vivo interesse attuale, quali gli Afterglow dei Gamma-Ray  burst , cioè dai fenomeni più energetici osservati dai satelliti artificiali o la scoperta di Pianeti extrasolari in orbita attorno a stelle vicine. Parimenti fondamentali sono le osservazioni astronomiche e fotometriche di Near-Earth Objects, in particolare di quei corpi che sono a rischio di impatto sulla terra, o il monitoraggio fotometrico multispettrale di stelle variabili e di nuclei galattici attivi.
Nel mondo astronomico, molto più che in Italia, sono diffusi programmi scientifici ai quali è possibile aderire attraverso la mediazione di un Osservatorio professionale come quello del Parco della Scienza che qui proponiamo.

Meteore nel cielo notturno

Meteore nel cielo notturno

Un esempio è il progetto PRISMA, la Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera. Questa prevede la realizzazione di una rete di camere all-sky per l’osservazione di meteore brillanti al fine determinare le orbite degli oggetti che le provocano e delimitare con un buon grado di approssimazione le aree dell'eventuale caduta di meteoriti, che in genere è associata a questi eventi. Si tratta di una attività che ha rilievo scientifico in quanto le meteoriti sono la principale fonte di informazioni sulla storia remota del Sistema Solare, sui meccanismi di formazione e sul materiale da cui si formarono il Sole ed i pianeti.

b) Exhibit

Le strutture didattiche costituiscono uno dei punti di maggiore interesse in un Parco dell’Astronomia e dello Spazio. Si tratta di installazioni che richiedono aggiornamento continuo, al passo con la velocità dei risultati prodotti dalla ricerca scientifica.

Exhibit sugli effetti della gravità

Exhibit sugli effetti della gravità

A titolo di esempio si pensa a exhibit che simulino la forza di gravità sui diversi pianeti del sistema solare oppure gli effetti della variazione del campo magnetico (sebbene di solito neppure ci poniamo attenzione in quanto siamo talmente abituati alla esistenza del campo magnetico terrestre che quasi non riusciamo a renderci conto di quanto sarebbe complicato vivere su Marte, dove il campo magnetico non esiste)! Molto realistica e evocativa risulta l’esperienza di compiere salti enormi utilizzando una installazione nella quale la forza di gravità viene portata al valore di quella della Luna.
Un punto di forza di sicuro impatto sarebbe la visione 3D dell’Universo. Gli astronomi hanno oramai una chiara visione  della struttura della Galassia nella quale viviamo e sono in grado di riprodurne la visione a tre dimensioni, superando per la prima volta nella Storia la percezione naturale di un cosmo schiacciato sulla superficie della sfera celeste. È diventato un obbiettivo realistico progettare di creare una installazione che permetta di viaggiare in maniera virtuale nel sistema solare e nella galassia.
Alcune installazioni del Museo consentono di sperimentare l’effetto di forza centrifuga e di modificare intensità e geometria del campo magnetico creando figure bizzarre come dipoli e quadrupoli.
Il costo degli exhibit deve essere valutato in relazione alla loro qualità e originalità. Deve inoltre essere previsto un aggiornamento sistematico che non può che basarsi sulle competenze del personale che opera nel Planetario e nell’Osservatorio. L’investimento iniziale, valutando un costo di 0.1 M€ per 5 exhibit, ammonta a 0.5 M€.

8. Valenza economica del Parco
In aggiunta ai ricavi della gestione e al consistente ritorno economico delle attività di accoglienza previste, è opportuno ricordare in questo contesto che il Governo nazionale ha mostrato grande interesse a iniziative di diffusione della cultura scientifica e dei potenziali sviluppi economici sul territorio.
Per esempio per la realizzazione del Parco delle Madonie, un centro simile a quello che qui si propone ma largamente svantaggiato per l’assenza di una struttura scientifica di riferimento, il CIPE ha stanziato la somma di 7.500.000 euro. Inoltre in sede di ripartizione del “Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca” per l’anno 2016, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha destinato la somma di 500.000 euro per il “Centro destinato alla ricerca, alla divulgazione e alla didattica delle scienze astronomiche del Parco delle Madonie”.
Mette conto rilevare che, a fronte di impegni pubblici a carattere nazionale, è facile prevedere l’interesse di imprese private che, avvalendosi di linee di intervento previste su fondi FESR si impegnino nella realizzazione dell’opera.
La realizzazione del Centro Teramano, in ultima analisi costituirebbe un elemento per l’attivazione di processi di durevole interesse economico oltre che di sicuro spessore culturale.

9. L’Osservatorio Astronomico di Teramo.
Vale la pena di ripetere che la creazione del “Parco dell’Astronomia e dello Spazio” a Teramo avrebbe un valore unico perché sorge all’interno del campus dell’Osservatorio Astronomico.
L’Osservatorio di Teramo è una delle 17 Strutture di Ricerca dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF, Ente di Ricerca del Ministero dell’Università e della Ricerca) e, dopo la chiusura del Museo della Scienza dell’INFN avvenuta nel corso del 2016, è rimasto l’unico presidio scientifico, astrofisico in particolare, di una fascia territoriale che va dal Salento fino al Veneto.
Dal punto di vista scientifico, l’Osservatorio di Teramo è fra gli Istituti più produttivi in Italia e il numero di pubblicazioni scientifiche per-ricercatore supera quello della media  dell’INAF.
L’Osservatorio di Teramo è la punta di diamante della ricerca astrofisica dell’INAF della Regione Abruzzo. Di seguito si elencano alcuni dei principali temi di ricerca.

a)    Ottica adattiva e SKA
L’ottica adattiva è la frontiera della strumentazione del futuro in quanto si propone di correggere le distorsioni delle immagini provocate dalla atmosfera. L’Osservatorio di Teramo partecipa alla realizzazione di ERIS, strumento che sarà operativo al fuoco di VLT (sistema di telescopi ESO in Cile) a partire dal 2019.
Rilevante è la partecipazione al Progetto SKA, sistema di radiotelescopi dislocati fra Australia e Sud Africa, per il quale l’Osservatorio di Teramo si occupa della realizzazione del sistema di controllo per l’unità centrale.
b)    Geologia Planetaria
Si studiano Marte,  Mercurio, Giove e i suoi satelliti ghiacciati e Venere, in quanto l’Osservatorio di Teramo è coinvolto in missioni spaziali internazionali di ESA-NASA verso questi corpi planetari.
c)    Evoluzione delle Stelle
Calcolo dei modelli stellari per studiare svariate problematiche scientifiche. In particolare le età dei sistemi stellari più antichi, la produzione nucleare degli elementi e la formazione delle galassie.
d)    Space Debris
Il programma sugli Space Debris vede l'Osservatorio di Teramo in collaborazione con l’ASI coinvolto nella loro caratterizzazione attraverso osservazioni e analisi di laboratorio.

Per quanto riguarda la didattica, l’Osservatorio Astronomico di Teramo è sede di un Museo dell’Astronomia  nel quale sono esposti alcuni strumenti utilizzati dagli astronomi teramani a partire dalla fine del XIX secolo. Assieme a questo, è stata realizzato un percorso virtuale che permette di accedere a contenuti digitali di approfondimento attraverso dispositivi mobili (smartphone e tablet). Va citata, perché unica nel genere, la visualizzazione di un sistema di cosmologie storiche.
I prodotti ad alto contenuto tecnologico, in particolare i filmati 3D, App per smartphone, contenuti per il web e le installazioni mobili, costituiscono strumenti permanenti a disposizione dei visitatori del Museo, per permettere di approfondire le tematiche tecniche e scientifiche.

10. Un Planetario in un Centro di Ricerca.
Un Planetario, installazione didattica per eccellenza, assume un valore senza confronti se inserito in una struttura di Ricerca, come l’Osservatorio di Teramo. Il fatto è che solo vivendo a contatto con un Istituto di Ricerca è possibile avere a disposizione tutte le informazioni che permettono di riportare verso il pubblico i travolgenti avanzamenti della conoscenza scientifica. Nel corso degli ultimi anni, per esempio, abbiamo imparato che l'universo si comporta in modo totalmente diverso da quanto ci aspettassimo ed è fatto di un tipo di materia che non ci saremmo mai aspettati. L’Universo si espande sulla spinta di una energia sconosciuta che chiamiamo “oscura” e le galassie stanno assieme per l’attrazione gravitazionale di una materia sconosciuta, che chiamiamo –anche questa- “oscura.
Ci piace pensare che il Planetario di Teramo potrebbe essere dedicato alle cose che sappiamo che esistono ma che non conosciamo, un Planetario dedicato all’ignoto.
Si tratta di una prospettiva affascinante e densa di contenuto scientifico. Si possono mostrare le Supernovae, quelle stelle che hanno permesso di scoprire che l’Universo si sta espandendo in maniera accelerata. Queste osservazioni vengono fatte con i dati del HST, il Telescopio Spaziale, che sono abitualmente utilizzati dagli astronomi di Teramo. Ci troviamo più o meno nella stessa situazione nella quale si trovarono Penzias e Wilson quando misurarono la radiazione di fondo cosmico. I ricercatori ne erano alla ricerca perché sapevano che doveva esistere se si era verificata  l’esplosione del Big Bang che la teoria suggeriva.
Offrire ai visitatori, un luogo, il Planetario, una città, Teramo, da dove sia possibile osservare tutto questo, sembra una prospettiva affascinante.

Una prospettiva da non perdere.

                                                                                                                      Il Direttore

                                                                                                              Roberto Buonanno

 

Download del Progetto 2.0 in formato .pdf

 
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