Dic 11

La Cometa di Natale all’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo

Lo scorso 7 Dicembre, i ricercatori dell’INAF-Osservatorio Astronomico d’Abruzzo hanno osservato la cometa 46P/Wirtanen, utilizzando una CCD Alta U47 con un sensore scientifico da 1 Megapixel montata sul Telescopio TNT (Teramo-Normale-Telescope) di 0.72 m di apertura, posto sulla collina di Collurania a Teramo. La configurazione ad alta risoluzione ha consentito di focalizzare l’osservazione sul nucleo della cometa.

La cometa 46P/Wirtanen, soprannominata Cometa di Natale 2018 perché particolarmente visibile in questi giorni, è definita “a corto periodo”, come la più celebre cometa di Halley. Scoperta nel 1948, la cometa 46P/Wirtanen percorre un’orbita ellittica intorno al Sole in soli 5,4 anni, raggiungendo la distanza minima dalla nostra stella di 1,05 unità astronomiche (l’unità astronomica UA è la distanza Terra-Sole, corrispondente a circa 150 milioni di chilometri), ed una distanza massima di 5,13 UA (circa la distanza Giove-Sole).   

Il nucleo delle comete è tipicamente composto da rocce e ghiacci di varia natura (acqua, ammoniaca, metano), che durante l’avvicinamento al Sole sublimano a causa soprattutto dell’aumento della temperatura, formando la famosa “chioma” e la “coda di polveri”.

La loro composizione viene attentamente studiata perché le comete sono “reperti fossili” del nostro Sistema Solare, per questa ragione comprenderne la natura e la distribuzione nello spazio interplanetario aiuta a rivelare le condizioni chimiche e fisiche della materia al momento della formazione del nostro Sistema Solare.

Le comete risiedono principalmente nella periferia del Sistema Solare, in particolare nella Fascia di Kuiper, posta a circa 30 UA — quindi circa 30 volte la distanza Terra-Sole –, dove si trovano preferenzialmente le comete “a corto periodo”, e nella Nube di Oort, che avvolge completamente il Sistema Solare a oltre 20.000 UA dal Sole, dove risiedono soprattutto le comete “a lungo periodo”. Quando interviene qualche tipo di “perturbazione”, come, ad esempio, urti reciproci, le comete vengono spinte verso l’interno del Sistema Solare. Qui, l’attrazione gravitazionale del Sole e dei pianeti maggiori (Giove in primis) fa il resto, portandole verso le regioni più interne. A questo punto, le comete possono assumere una nuova orbita stabile intorno al Sole (come probabilmente avvenuto per la cometa 46P/Wirtanen), oppure cadere sulla nostra stella o su un pianeta, o addirittura, in casi estremi, essere espulse dal Sistema Solare.

Altre informazioni e curiosità su questa e altre comete sono disponibili nelle pagine del nostro Istituto: http://edu.inaf.it/ ,  http://www.media.inaf.it/

 

Per ulteriori informazioni:
Dott. Gaetano Valentini
Dott. Fiore De Luise
Dott. Michele Cantiello

Comments are closed.