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Tags: Ammassi di galassie Ammassi Globulari ESO Fornax INAF intracluster globular clusters VST
Posted by: Eleonora Ferroni
Date: Gen 16, 2026
Svelata la mappa degli ammassi globulari “senza fissa dimora” nel cuore di Fornace
Un team internazionale guidato dallo Smithsonian Astrophysical Observatory, con l’importante contributo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), ha prodotto la più dettagliata mappa della distribuzione degli ammassi globulari “intracluster” (ICGC o in inglese intracluster globular clusters) nel nucleo di Fornace, l’ammasso di galassie nella omonima costellazione visibile dall’emisfero australe. I risultati, pubblicati sulla rivista The Astrophysical Journal, sono basati sui dati della campagna osservativa denominata Fornax Deep Survey eseguita con il telescopio VST (VLT Survey Telescope) dell’ESO.
Situato a circa 65 milioni di anni luce dalla Terra, l’ammasso della Fornace, che è il secondo più vicino a noi dopo quello della Vergine, ospita una grande varietà di galassie di tutte le forme e dimensioni, alcune delle quali nascondono segreti. In questo lavoro, i ricercatori hanno identificato una popolazione monumentale di circa 7.000-10.000 ammassi globulari che non appartengono a nessuna singola galassia, ma vagano nello spazio tra di esse. In particolare, è stato identificato un forte eccesso di questi oggetti nel cuore di Fornace, in un’area di circa 0,9 gradi quadrati, con una concentrazione prominente intorno alla galassia NGC 1399. La novità risiede nella ricostruzione della loro distribuzione, che ha rivelato una morfologia complessa e asimmetrica: essi formano una struttura ellittica ed estremamente frastagliata, segno di una lunga e violenta storia di interazioni galattiche.
Michele Cantiello, primo ricercatore dell’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo e tra gli autori dell’articolo, spiega: “Questi ammassi globulari conservano memoria dei processi di accrescimento che hanno guidato l’assemblaggio del nucleo di Fornace. Permettono di tracciare il potenziale globale dell’ammasso in modo più preciso rispetto alla luce diffusa o alle galassie nane circostanti”.
In particolare, è stata rilevata un’elevata presenza di ammassi globulari di colore blu. Questa evidenza suggerisce che la maggior parte di essi sia stata letteralmente “strappata via” dalle periferie di galassie massicce (tramite processi di stripping) durante scontri tra galassie, oppure derivi dalla completa distruzione mareale di galassie nane “cadute” nel cuore di Fornace. Inoltre, la regione occidentale di Fornace sembra legata a eventi di fusione molto antichi, la parte orientale mostra i segni tipici di un ambiente denso e rilassato, in cui prevalgono lo stripping e la distruzione delle galassie più piccole.
Questi risultati sono stati possibili grazie ai dati e alle immagini a grande campo del VST (un telescopio da 2,6 metri di diametro installato presso l’Osservatorio ESO di Cerro Paranal in Cile), combinati a nuove tecniche di analisi statistiche sviluppate da Raffaele D’Abrusco, primo autore dell’articolo e ricercatore presso lo Smithsonian Astrophysical Observatory.
Il contributo dei ricercatori dell’INAF d’Abruzzo è stato significativo, come sottolinea lo stesso D’Abrusco: “Marco Mirabile e Michele Cantiello hanno realizzato il catalogo utilizzato per lo studio, ne hanno definito le caratteristiche osservative fondamentali (come, ad esempio, la completezza fotometrica), e hanno partecipato alla formulazione della metodologia statistica usata per l’analisi della distribuzione spaziale degli ammassi globulari intracluster e all’interpretazione dei risultati”.
Cantiello aggiunge: “Abbiamo osservato che gli ammassi globulari intracluster in Fornace seguono un percorso tutto loro: la loro posizione non coincide con quella delle galassie nane, né ricalca perfettamente la distribuzione della luce diffusa all’interno dell’ammasso. Tuttavia, analizzando i loro movimenti e la loro disposizione, abbiamo capito che questi oggetti sono veri e propri testimoni del passato: tracciano la forza di gravità globale dell’intero sistema e conservano la memoria dei violenti scontri e delle fusioni galattiche che, miliardi di anni fa, hanno costruito il cuore dell’ammasso della Fornace”.

Pannello in basso a sinistra: mosaico VST di una regione del nucleo dell’ammasso di Fornace, dove sono state individuate strutture diffuse di luce ‘intracluster’ (E. Iodice et al. 2017). I contorni mostrano le strutture e i massimi di densità nella distribuzione degli ammassi globulari. Per mettere in evidenza queste deboli componenti, le galassie più luminose sono state modellate e rimosse dall’immagine.
Pannello in basso a destra: mappa di densità della distribuzione delle galassie nane nel nucleo dell’ammasso di Fornace (A. H. Su et al. 2021; A. Venhola et al. 2022). Sono indicate le principali strutture spaziali degli ammassi globulari, evidenziando una possibile connessione tra queste strutture, la luce intracluster e la popolazione di galassie nane.
Per altre informazioni:
- Leggi su The Astrophysical Journal l’articolo “The Spatial Distribution of Intracluster Globular Clusters in the Fornax Cluster”, di Raffaele D’Abrusco, Marco Mirabile, Michele Cantiello, Enrica Iodice, Avinash Chaturvedi, Michael Hilker, Giuseppina Fabbiano, Marilena Spavone, and Maurizio Paolillo.
Crediti immagine di copertina: ESO. Acknowledgement- Aniello Grado and Luca Limatola






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